sabato 18 dicembre 2010

Tafazzi

Vi ricordate Tafazzi?
Era un personaggio geniale, inventato da Aldo, Giovanni e Giacomo, ed impersonato da quest'ultimo.
Vestito con una tuta nera attillata che gli copriva la testa, tipo Diabolik, con le braghette corte, un sospensorio e una bottiglia di plastica, che continuava a martellarsi sulle balle, saltellando al ritmo di una canzoncina.
Martellate sulle balle. Il massimo dell'autopunizione.
Beh, mi è venuto in mente Tafazzi, leggendo questa intervista a Bersani apparsa nei giorni scorsi su La Repubblica.
Cosa dice il segretario del PD?
Che la strada per il suo partito è l'alleanza con il Terzo Polo (Fini, Casini e Rutelli), e che per fare questo, bisogna sacrificare le primarie.
Le reazioni della base del PD a questa intervista sono inequivocabili, almeno leggendo la maggioranza dei commenti sul sito personale di Bersani: fai questo, e noi votiamo in massa Vendola.
Ora, qualche considerazione personale:

1) Le primarie. E' da un po' di tempo che il PD perde le primarie organizzate da se stesso, perchè presenta candidati lontani dalla base, che regolarmente vengono battuti da altri candidati presentati contro il volere della dirigenza. Il caso più eclatante, Vendola in Puglia. Come rimediare a queste sconfitte? Ascoltare la base? Ma no, certo: abolire le primarie.

2) Le alleanze. La base del PD è chiara: alleanza con Di Pietro e Vendola, ed opposizione senza se e senza ma al governo Berlusconi. Cosa fa la dirigenza? Si sposta verso il centro, per cercare l'alleanza con Casini (forza clericale e arretrata sui temi sociali ed etici), Fini (ex fascista, ex missino, uno che si sarà ravveduto, ma è quanto di più lontano dalla base del PD che si possa immaginare), e Rutelli (ex membro del PD, andato verso il centro per dissidi con la dirigenza stessa, che ora lo insegue).

3) Il rapporto con Berlusconi. E' evidente a tutti, nella base del PD, che l'opposizione a Berlusconi deve essere intransigente, puntuale, netta ed inequivocabile. I dirigenti cosa fanno? Dicono che si deve andare "oltre Berlusconi", non "contro". Che il PD non fosse "contro" Berlusconi lo si era già capito, visto che quando ha governato si è ben guardato da fare qualsiasi mossa che potesse anche solo innervosirlo (abolizione leggi vergogna, conflitto di interessi, ecc. ecc.). Ma pensare "oltre" quando il problema è ancora ben presente, supera ogni aspettativa.

Mi è venuta in mente anche un'altra cosa, leggendo Bersani.
Mi è venuto in mente l'intervento di Nanni Moretti, in piazza Navona, nel 2002.
Ascoltatelo, e ditemi cosa è cambiato, da allora.


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