mercoledì 30 marzo 2011

2.926, counting...

Domani è Opening Day per le Major League Baseball. Ossia, comincia la lunga marcia di 162 partite fino a settembre, per qualificarsi per i playoff, l'agognata postseason. Si gioca tutti i giorni, per sei mesi.

Tempo fa ho scritto del rinnovo del contratto di Derek Jeter, il capitano degli Yankees. Jeter ha poi rinnovato, come era fuori di dubbio, e parte per la sua ennesima stagione in pinstripes.
Jeter ha battuto, al momento, 2.926 battute valide-vita. Gliene mancano 74 per raggiungere le 3.000, marchio che è stato ottenuto fino ad ora da soli 27 giocatori: Jeter sarebbe il ventottesimo.

Tanto per capirci, al 27mo posto, con giusto giusto 3.000 valide, c'è un certo Roberto Clemente... Solo due giocatori hanno superato le 4.000 valide: Pete Rose e Ty Cobb.

Pete Rose (4.256) ha battuto la sua 3.000ma valida nel 1978, con la mitica casacca della Big Red Machine, i Reds di Cincinnati che in quegli anni dominavano, mentre Ty Cobb l'ha battuta nel lontano 1921, con i Detroit Tigers. Cobb è stato anche senza dubbio il giocatore più odiato del baseball americano, ma probabilmente quello che in quegli anni lontani giocava un baseball moderno, fatto di rubate, aggressività (anche troppa, si affilava gli spikes prima della partita...) e giocate spettacolari.

Domani cominciano le Majors, quindi. Si fa sul serio. Quest'anno, un giocatore italiano, Alex Liddi da Sanremo, comincerà la stagione nel Triplo A dei Seattle Mariners. E' il primo italiano che arriva a quel livello. In molto dicono che prima della fine della stagione potrebbe trovare posto con i Grandi. Facciamo il tifo per lui. Ma solo per lui, visto che Seattle è nella Division dei miei Angels...

Buon baseball a tutti!

lunedì 28 marzo 2011

Ma voi vi fidate?

Copio ed incollo un breve articolo di Giovanni De Mauro, apparso sull'ultimo numero di "Internazionale", appena uscito.

Blackout

Il governo “ha insabbiato gli incidenti nucleari e ha nascosto i veri costi e i problemi legati all’industria nucleare”. Sono le parole di un parlamentare giapponese in un cablogramma di Wikileaks. In tutta Europa molti ambientalisti seri e onesti sono profondamente convinti della bontà della scelta nucleare. Sono persuasi che inquini molto meno di tante altre fonti di energia disponibili oggi. E i suoi rischi sono relativi, dicono: il disastro di Fukushima va relativizzato, messo nel contesto di un terremoto devastante. In fondo non è perché c’è un incidente aereo che le persone smettono di volare. Forse hanno ragione. Però la domanda da fare a Margherita Hack, Chicco Testa e Umberto Veronesi è questa: ma davvero ve la sentireste di affidare la costruzione di una centrale nucleare, la sua gestione e lo smaltimento delle scorie radioattive alla nostra classe politica? La stessa classe politica che non riesce a smaltire la spazzatura di una città di medie dimensioni, a gestire la rete elettrica senza blackout e a costruire un’autostrada senza l’infiltrazione della mafia e della camorra?
Giovanni De Mauro
settimana [at] internazionale.it


De Mauro riesce ad esprimere in pieno anche il mio parere. Sono certo che la tecnologia farà passi da gigante e che riusciranno a limitare quasi a zero i rischi del nucleare.
Ma io del nucleare e della scienza mi fido. 

E' dei politici italiani che dovrebbero gestire la cosa che mi fido zero. 

giovedì 17 marzo 2011

La storia di Lucia

Oggi voglio raccontarvi una storia. La storia di una ragazza, una donna di 27 anni, piena di voglia di vivere, che si chiama Lucia.

Lucia è giovane, piena di interessi, con tanta voglia di conoscere il mondo. E' anche carina, alta, magra, con capelli lisci castani, occhi chiari, sorriso furbetto.
Ha una sorella, più grande, e due genitori che la adorano.

Lei sta stretta nella città di provincia dove è nata, e, studiando, comincia a girare il mondo. Comincia ad uscire dall'Italia, e alla fine (inevitabile!), conosce un ragazzo, e si innamorano.
Lui è svedese. Viene in Italia a conoscere la famiglia di Lucia, e lei va in Svezia a conoscere la famiglia di lui.
In famiglia, Lucia ha un cugino, più piccolo di lei di 7-8 anni. Lei ha già conosciuto il "mondo", almeno l'Europa, mentre lui non è ancora uscito dall'Italia, e la vede come un traguardo da raggiungere.

Un giorno, in vena di confidenze, dice al cugino più giovane che il suo vero sogno è andare in America, a vedere com'è veramente dall'altra parte dell'Oceano. Il cuginetto la ascolta, e pensa quant'è fortunata, Lucia.
Poi, Lucia appunto va in Svezia.

Il 26 aprile 1986, Lucia è in Svezia. A 1.800 chilometri di distanza circa, quel giorno, succede un disastro. Il disastro di Chernobyl, nell'allora Unione Sovietica, l'attuale Ucraina. La nube tossica piena di radiazioni si dirige verso nord. Verso la Svezia.

Lucia rientra in Italia. Il cuginetto non la incontra più. Dopo pochi mesi, la notizia. Lucia ha la leucemia, e una forma molto aggressiva di questo terribile male. Muore in pochi mesi. Al cuginetto, non gliela fanno vedere. L'ultima volta che l'ha vista, è stato quanto gli ha confessato quanto gli sarebbe piaciuto andare in America.

Gli viene raccontato che Lucia, da ragazza piena di vita e di conoscere il mondo, è diventata cattiva ed aggressiva, piena di rabbia. Il cuginetto però la ricorda com'era prima, prima che il male la travolgesse.

Lucia muore.

Nell'agosto del 1988, sono andato in America per la prima volta della mia vita, con un caro amico, e abbiamo visitato la costa est, New York, Washington, e poi la costa ovest, San Francisco, Los Angeles, Las Vegas. Giovani italiani alla scoperta del mondo.
In tasca, nel portafoglio, avevo una foto di Lucia, la mia bella cugina, che l'America non ha mai potuto vedere. Ho pensato che almeno un quel modo, un piccolo pezzettino di lei ha coronato il suo sogno.

In questi giorni, dopo il disastro di Fukushima, mi è tornata in mente Lucia. 

Fermiamo questa pazzia.

sabato 12 marzo 2011

No, No e ancora NO al Nucleare

Brevi considerazioni random dopo il disastroso terremoto in Giappone, e dopo l'ancora più devastante Tsunami.
La centrale nucleare di Fukushima è considerata (o dovrei dire "era"?) una delle 25 centrali atomiche più sicure al mondo.
Il disastro giapponese l'ha messa in crisi, e al momento non si sa se ci sono stati danni pesanti o meno: al momento di scrivere leggo che è stata evacuata la zona fino a 20 chilometri intorno alla centrale. Speriamo riescano a contenere il danno.
Una delle 25 centrali più sicure al mondo è entrata in questo stato di crisi, dopo il terremoto e lo tsunami.

Qualcuno dirà: ma questo è un caso limite, terremoti così non vengono da noi...
Adesso vorrei che immaginaste una eventuale centrale nucleare in Italia. Provate ad immaginare le condizioni di sicurezza, affidate ad un qualche organismo politico. Provate ad immaginare cosa succederebbe se a un qualche politico di casa nostra, di qualsiasi colore, si prospettasse un alleggerimento della sicurezza, in cambio di poche o nessuna domanda, e la possibilità di smaltire (ad esempio) le scorie senza farsi tanti problemi.
Adesso immaginate un terremotino, mica come quello giapponese, basterebbe come a L'Aquila, dove dopo due anni non è stato ancora ricostruito niente.

Immaginate.

Ma voi vi fidate?
Io, sinceramente, NO.

Un altro motivo per votare NO AL NUCLEARE al prossimo referendum.

domenica 6 marzo 2011

Convention e Promozioni

Lo scorso weekend c'è stata la Convention annuale degli arbitri di baseball-softball, ad Anzio.
E' stata una piacevole occasione per ricominciare a parlare e a vivere di softball, visto che la stagione si sta rapidamente avvicinando, e per noi del softball, di saggiare un poco il campo.
La squadra del Nettuno, di serie B, si è molto gentilmente prestata per una giornata a noi arbitri, e hanno messo in scena alcune giocate, mentre noi facevamo meccanica.
E' stato utilissimo, nonostante il freddo allucinante, visto che siamo riusciti ad oliare un po' di meccanismi arrugginiti dall'inverno.
Sembra facile, ma al primo arrivo in prima che ho avuto come arbitro di base, il cervello per qualche secondo si è chiesto: "Ma cosa è 'sta roba? E adesso che faccio?".
In questi attimi di panico, il cervello ha mandato segnali sconnessi alle mie braccia , che si sono mosse in totale autonomia, facendo gesti strani. E' proprio vero, prima del campionato è meglio fare qualche amichevole...

Se ci fossero le amichevoli!!!
Con il fatto che la A1 comincia due settimane prima della A2 e che qui in zona ci sono solo squadre di A2, trovare amichevoli nei prossimi due weekend potrebbe essere dura.
Vedremo.

Per il momento, meno male che almeno un po' di campo l'abbiamo visto. Il Regolamento lo stiamo ripassando, e ci stiamo preparando.

Alla Convention sono stato promosso in prima fascia softball, e quindi mi trovo nella stessa categoria con "mostri sacri" dell'arbitraggio nazionale. E' chiaro che sono contento, ma la sto vivendo come una grande responsabilità che mi è piovuta addosso. Il difficile viene adesso.
Perchè prima, in un modo o nell'altro, andava tutto bene, adesso invece si aspettano sempre un rendimento "da prima fascia", e le aspettative sono molto più alte.
Bisognerà essere all'altezza.

Ecco perchè ci vogliono le amichevoli.....