giovedì 26 maggio 2011

I dati

Siamo alle solite: i cialtroni politici di ogni parte quando vogliono prenderci per i fondelli e non farci capire quello che vogliono dire per fregarci meglio, usano i "dati", e allora li vedi in tv armeggiare con una serie infinita di fogli, citare percentuali, somme, numeri a non finire, utilizzati ad arte per dimostrare le loro buone azioni.

Quando però i numeri ed i dati sono facilmente leggibili, e dimostrano la loro cialtroneria, allora i "dati" non valgono più.
L'altro giorno l'ISTAT ha detto, dati alla mano, che "un italiano su quattro è sotto la soglia di povertà". Ho trovato qui un articolo che sintetizza la cosa. Praticamente, quasi il 25% degli italiani tagliano le spese, ed in caso di imprevisti, non riescono a farvi fronte.

Ma ecco il cialtrone di turno che salta fuori a sbugiardare i "dati". Stavolta tocca al Ministro Tremonti, responsabile per l'Economia. L'ISTAT è un Ente Pubblico, e due membri del suo Comitato di indirizzo e coordinamento sono nominati dal Ministro dell'Economia, quindi da Tremonti, che si può dire quindi che siede nella cabina di regia dell'ISTAT stessa.
Ma queste sono quisquilie. Un italiano su quattro poveri, ma che diamine!
E allora, il cialtrone, seduto comodamente  durante la presentazione del rapporto della Corte dei Conti, ha apostrofato i presenti: "Ma quale povevtà di un italiano su quattvo! Facciamo una pvova: chi di voi è povevo?".

Non mi sono trattenuto: è partito un VAFFANCULO. Ho sbagliato?

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