martedì 9 agosto 2011

Il Parco

Tornato a Parma dopo l'Europeo di Softball in Friuli, la prima notizia che noto sui giornali locali mi fa restare per qualche minuto a bocca aperta.
No non può essere, mi dico. Mi sono sbagliato sicuro. No no dai non può essere vero.

Andiamo con ordine.
A Parma, non lontano da casa mia, c'è un parco. Un bel parco, con tanto di vialetti alberati, panchine, insomma una bella area verde, appena fuori dal centro storico.
Questo parco è da sempre il Parco Falcone e Borsellino, intestato ai due Eroi Magistrati siciliani, caduti nell'adempimento del loro dovere.

La notizia  diceva che è intenzione dell'Amministrazione comunale cambiare nome al Parco Falcone e Borsellino, togliendo il nome dei due Magistrati.
D'ora in poi, il parco si chiamerà Vianello e Mondaini.

Non ci credete? Guardate qua, seguendo questo link.
L'assessore Fecci si è stupito delle polemiche. Eh certo, bisogna stupirsi se qualcuno si incazza visto che si toglie una intestazione di un parco a due Eroi per darla a due personaggi televisivi, per fin per carità, mi erano anche simpatici e stimavo molto, ma insomma...

Non si poteva intitolare un'altra strada a Sandra e Raimondo? Troppo facile eh?
La realtà è che la classe politica parmigiana, come quella nazionale, è ormai sputtanata a 360°, e sarebbe ora che togliesse il disturbo, per evitare ulteriori danni.

Andatevene. Non ci mancherete per nulla.

venerdì 29 luglio 2011

Indignados?

Sono stato in piazza l'altra sera. Sono uno di quegli "indignados", come sono stati chiamati, che si sono trovati in una sera di fine luglio, per andare dalle Barricate fino ai Portici del Grano, per chiedere le dimissioni del Sindaco di Parma, Pietro Vignali.
Premetto che secondo me c'erano meno di 1000 persone. Ma è poco importante. 
E' importante quello che ho letto il giorno dopo. Tante cose:
  • Che la gente in piazza l'altra sera sia manovrata dal PD. C'era qualcuno del PD, certo. Ma di gente "manovrata" proprio non l'ho vista. C'era sì qualcuno, ed io sono fra loro, incazzato nero col PD, per la posizione assunta sul caso inceneritore. Ma di questo, nessuna parola.
  • C'erano i Centri Sociali. Sì, c'erano. Embè? Sono cittadini di serie B? Io non faccio parte dei Centri Sociali, non ne facevo parte quando ero giovane ed incazzato, figurarsi adesso. Ma sinceramente non è che mi diano fastidio se protestano insieme a me. Sarei più in imbarazzo ad essere in piazza con certi cialtroni in giacca e cravatta...
  • Si indignano a senso unico. Personalmente, mi indigno a 360 gradi, sia contro il Comune, che contro la Provincia, governati da forze opposte (opposte?).
Credo, e secondo me in molti in piazza quella sera lo credono, che Parma sia prigioniera di un blocco di potere  molto potente, che coinvolge sia la destra che la sinistra. Credo che vada spezzato questo blocco di potere, e l'unico modo sia sostenere chi fino ad ora è stato sempre fuori da questo blocco.
Certo, ci sono persone e forze diverse fra loro, ma il miracolo sarebbe trovare un Pisapia parmigiano che possa sintetizzare l'unione fra la sinistra non compromessa con il PD affarista di Parma, e le forze cosiddette antipolitiche come il Movimento 5 Stelle, e i cittadini No Termo e gli indignati vari.
Utopia? Può essere, ma credo sia veramente l'unico modo per saltarci fuori.
Altrimenti, avremo un Bernazzoli, o una Guernieri, o addirittura un Ubaldi, che vi farà saltare dalla padella alla brace.
Servono cervelli. Se ci siete, fatevi avanti. 

martedì 19 luglio 2011

Caserta

Il mio peregrinare estivo per campi da softball, dopo una domenica assolata e rovente ad Arezzo, mi ha portato a Caserta, trasferta lunga ed impegnativa. 
E' la terza volta che vado a Caserta: la prima, diversi anni fa, come allenatore del Parma, la seconda l'anno scorso, come arbitro.
Come allenatore, pareggiai, ma era un Caserta molto diverso da quello attuale, e si giocava ancora sul campo vecchio, sul fondo del campo da baseball. Come arbitro, non feci un granchè, visto che a metà secondo della prima partita si aprirono le cateratte del cielo, e piovve ininterrottamente per due giorni.
Quella pioggia mi impedì anche di gironzolare un poco nel tempo libero, che passai in gran parte ad annoiarmi all'aeroporto di Napoli.
Stavolta però.... sarà diverso.

Il sabato pre partita è andato via placidamente: un pasto veloce in un locale scelto dopo una lunga disamina delle varie alternative ("mmmmmm, lì!"), un riposo meritato in albergo (dopo un alzataccia alle tre di notte ce lo meritavamo), e poi le gare, delle quali potete leggere sui siti specializzati.

Arriva la domenica,  e dopo una mattinata di poltrimento (non ridete, siamo andati a letto quasi alle due, cenando con tre biscotti...), ho potuto finalmente visitare uno dei monumenti italiani che non avevo mai visto, e che da un po' puntavo: la Reggia di Caserta.

Sul blog del collega e amico Gianluca Magnani potete leggere degli incontri fatti in pizzeria e al parcheggio, che sono stati spettacolari. Io vorrei concentrarmi sulla Reggia.

Il "pianerottolo"
La Reggia è stata immaginata e voluta da Carlo III di Borbone, prendendo come modello Versailles, con l'obiettivo di assicurare l'immortalità al nome della sua dinastia, con l'aiuto degli architetti del periodo: ne è saltato fuori un trionfo di Barocco, con i giardini enormi e un palazzo maestoso, che a me ha ricordato moltissimo anche i palazzi dei dintorni di San Pietroburgo, quelli costruiti per il "relax" della famiglia dello Zar.

Per un cinefilo amante della fantascienza come me, però, la Reggia di Caserta ha anche un altro significato: è il Palazzo Reale di Naboo, abitato dalla Regina Amidala, nella saga di Guerre Stellari. Le scene dei due film ambientati qui sono state girate nel Vestibolo, al primo piano: Magnani lo ha definito "il pianerottolo del condominio", che in realtà ha un aspetto veramente maestoso, e capisco come George Lucas abbia voluto mettere proprio qui la sede del Governo di Naboo, un pianeta pacifico e governato da una monarchia illuminata.

Non abbiamo visitato i giardini, troppo tardi e soprattutto troppo caldo: per quelli, tornerò a Caserta con la moglie, che apprezzerà i giardini molto più di Gianluca, che ha però gradito la visita alla Reggia, molto temuta nei giorni precedenti, soprattutto dopo aver constatato di persona (contando i passi), che nei cortili della Reggia possono essere contenuti quattro campi da softball, con una piccola variante alle regole di campo, già prontamente stilate dall'arbitro che vive dentro di lui.

Dopo la visita comunque, ci siamo potuti nuovamente rilassare all'aeroporto di Napoli, dove recentemente nella zona partenze hanno installato alcuni comodi divanetti, che come potete vedere dalla foto, è stata subito utilizzata adeguatamente dai vostri eroi.
Relax a Napoli

Si avvicina a  lunghi passi intanto l'Europeo: una settimana in Friuli, dove sarò presente con il compito di Assistant Umpire in Chief, ossia assistente del capo degli arbitri. In pratica, per una settimana guarderò partite di softball dalla tribuna, prendendo appunti su come si muovono gli arbitri in campo, e relazionando il capo, ma soprattutto facendo fotografie, e aggiornando chi di voi vorrà dalle pagine di questo blog.

Parlerò anche delle partite, ma di quelle potrete leggere su altri siti. Parlerò soprattutto di quello che succederà intorno all'Europeo: venti squadre che si ritroveranno in Friuli per una settimana, alla ricerca del titolo di Campione d'Europa.

lunedì 4 luglio 2011

Sorpresa a Firenze

Mi sono preso un weekend lontano dal softball, per passarlo con mia moglie, per rilassarmi un pochino. Siamo andati a Firenze, che clamorosamente io conoscevo per niente, mentre Marina aveva delle reminiscenze da una gita scolastica. Abbiamo viaggiato abbastanza, e conoscere per nulla una città così famosa a due ore di macchina sembrava brutto. E allora, via!

E' stato un bel weekend, ma volevo raccontare quello che ci è successo sabato sera. Al pomeriggio, visita d'obbligo in Piazza della Signoria. Palazzo Vecchio.... La Piazza... I monumenti.... Le statue.... Un palco.
Un palco? Che c'è, un concerto? Sgrunt, mi copre il palazzo, non riesco a fare le foto.... Ma chi ci sarà?
Marina trova un manifesto. Ore 21.30, Orchestra del Maggio Fiorentino, omaggio alla città. Dirige Zubin Mehta.

Zubin Mehta
Ullallà. Zubin Mehta lo conosco persino io, che ascolto Clash e Cure. Direttore d'orchestra di fama mondiale, di origine indiana, l'avevo visto anche recentemente intervistato da Fabio Fazio. Penso, abbiamo risolto cosa facciamo in serata! Facciamo un giro, visitiamo un po' il centro, e verso le 19 torniamo verso piazza della Signoria. Il palco è gremito di gente che armeggia con strumenti e sistema le cose. Incuriositi, vi avviciniamo. Gli strumenti suonano tutti insieme, è uno strano effetto: li stanno accordando, ma ognuno per conto suo. Tutti sono molto informali, alcuni anche in braghe corte. E' un bel vedere.
Ad un tratto, tutti si fermano. Marina spalanca gli occhi: quello è Zubin Mehta!
Anche lui è in maglietta a maniche corte, molto tranquillo. Saluta la gente che si è radunata, che lo riconosce e lo applaude, poi si dedica alla sua orchestra.
E comincia le prove.

Non avevo mai assistito a prove d'orchestra, e pure a pochissimi concerti. Queste non sono "vere" prove, l'orchestra è molto affiatata, sono grandi professionisti, e come direttore c'è uno che al mondo ce n'è pochi. E' un po' come il diamante pre game a softball: saggiano il campo, si scaldano.
Prove d'orchestra
Ma è spettacolare comunque.
Mehta dirige, seduto. Con gli occhi vaga sull'orchestra, dando tempi e toni. Ogni tanto interrompe, parla con il primo violino, poi ricominciano.


 Ad un certo punto, entra un tipo, brizzolato, con occhiali, vestito di blu, piuttosto informale, con un violino in mano.
Capiamo subito che è l'altro nome presente nel manifesto, Vadim Repin, che nè io nè Marina conosciamo.
Ma non ci mette molto a presentarsi.

Suonano un pezzo di Chajkovski, e il russo parte con il suo violino.
Vadim Repin
Siamo ammaliati. Non è buono, di più. E come tutti i buoni, sembra che quello che fa sia facile. 
Ricordo tanti anni fa di aver visto giocare a baseball Ozzie Smith, uno dei migliori interbase di tutti i tempi. Non era spettacolare. Ma non sbagliava nulla, e lo faceva con una naturalezza disarmante.
Questo Repin mi ha ricordato Ozzie Smith. Era naturale, a suo agio, tranquillo. Ma col violino faveca delle robe spettacolari.

Hanno suonato un'ora circa. La folla si è allargata, e alla fine l'applauso è stato scrosciante. E come sono venuti, se ne sono andati, a prepararsi per il concerto della sera.

Il concerto
Noi, il tempo di una pizza, e siamo tornati in Piazza. Il concerto stava per cominciare. L'abbiamo visto tutto, da un po' più lontano rispetto alle prove, quando eravamo proprio sotto il palco.

I musicisti stavolta erano in frac, tutti in tiro. Repin è stato ancora più impressionante, ha anche regalato alla folla un pezzo in più, un piccolo gioco con gli altri violini.
E' stato veramente bello.

Qualsiasi cosa, qualsiasi disciplina, quando la vedi fatta da quello buoni davvero, ti prende, e ti appassiona.
Anche quando uno ascolta Clash e Cure, come me.



giovedì 16 giugno 2011

Siamo tornati alle solite?

Oggi andiamo sul leggero. Niente referendum, niente politica, niente arrabbiature.
Oggi parliamo di Inter.

Il 2010 è stato un anno memorabile per noi interisti. Dopo oltre 45 anni, la Beneamata ha vinto la Coppa Campioni, che nel frattempo aveva cambiato nome in un più impressionante Champion's League. Per un interista di 47 anni come me è stata praticamente una "prima volta". E poi lo scudetto, il quinto di fila, e la Coppa Italia, a completare un Triplete che resterà per sempre impressa come (al momento) l'unica completata da una squadra italiana.

La seconda parte del 2010 e l'inizio del 2011 sono stati meno memorabili, ma comunque hanno portato una Supercoppa Italiana, un Campionato del Mondo per Clubs (che non si capisce come sia il titulo più importante dell'Universo quando lo vince il Milan, e una ciofeca adesso che l'abbiamo vinto noi), ed un'altra Coppa Italia. Non si può vincere TUTTO SEMPRE, e quindi, accontentiamoci. Dalle feste che hanno fatto i cugini rossoneri, si capisce come i 5 anni prima abbiano rosicato, ma è importante sottolineare che il successo loro è stato giusto e meritato. Da interista, sono convinto che lo scudetto l'abbiamo più perso noi che vinto loro, ma tant'è, ha poca importanza.

Ora, bisogna ripartire, e cosa noto? Che siamo tornati alle solite.
I primi giorni di mercato sono stati caratterizzati dall'assenza dell'Inter nelle principali trattative. Sanchez, che a gennaio sembrava lì lì per arrivare, ci è stato credo definitivamente soffiato da City o Barcellona (se va alla Juve però è gravissimo), Rossi sembra indirizzato verso altri lidi, così come altri giocatori. Anche i memnri della rosa sembrano smarcarsi: Maicon vuole andare via da anni, Snejider ha detto che non sa bene cosa fare, Milito sembra messo alla porta, e adesso anche Eto'o sembra esplorare altre strade.
Che succede?

Notizia di ieri, Leonardo sembra che vada al Paris St. Germain, e l'Inter ha contattato Bielsa. Bene, dico io, hanno l'alternativa sotto mano, se Leo decide di andare, sono pronti. Ma oggi, colpo di scena. Bielsa non viene. E se Leo va, chi allena? Richiamiamo Benitez?
Mi sa che siamo tornati all'Inter confusionaria e casinista di qualche anno fa, che perdeva sì per cose illecite che succedevano nel calcio italiano (Moggi radiato, era ora...), ma anche per una capacità di creare casino dal nulla e di complicare cose semplici che non ha uguali nel mondo sportivo.

Gli altri si stanno rinforzando e stanno facendo le loro mosse. Bisogna, cari dirigenti nerazzurri, che ci diamo una mossa, se non vogliamo ripiombare negli anni bui. Non serve una rifondazione totale, bastano poche mosse per ringiovanire il centrocampo, e soprattutto un programma preciso.

Un po' alla svelta, però....

mercoledì 8 giugno 2011

Giornate strane

Sono giornate strane, queste.
Non nascondo che i referendum di domenica e lunedì mi prendono molto. Sono veramente convinto che siamo davanti ad un'occasione unica, soprattutto per il quesito sul nucleare, per mettere nel dimenticatoio una tecnologia troppo pericolosa, che non maneggiamo nel migliore dei modi e che ha punti oscuri troppo profondi.
In tanti dicono: beh ma tanto ne abbiamo talmente tante ai confini... E mi pare logico allora aggiungerne, dico io. Vabbè, se n'è parlato tanto, ora la parola spetta alle urne, sperando che gli italiani abbiano un rigurgito di sale in zucca, e si rechino a votare in numero sufficiente.

Sono giornate strane a prescindere, però. 
Lo scandalo che sta saltando fuori nel calcio mi lascia interdetto. Non è che abbia tanta voglia di parlarne, ma vedo che i commenti, come nella politica, sono segnati incredibilmente dal tifo. Se nel calcio giocato questo è normale, e spesso sono io il primo, in questo caso, e ancora di più nella politica, secondo me è sbagliatissimo.
Sulle scommesse, voglio vedere cosa salta fuori. Certo che vedere il figlio di un boss camorrista che si guarda la partita dal campo, e quella partita, colpita incredibilmente da una serie di scommesse "strane", finisce proprio a favore delle scommesse...beh, fa pensare.
Poi è ovvio che i giornali stanno agitando le acque torbide, dando già per scontato squalifiche, penalizzazioni e retrocessioni. Vedremo. Intanto, sto alla finestra. E qualsiasi cosa salti fuori, non bisognerà guardare prima il tifo, dico io. Le punizioni dovranno essere esemplari.

Fra due mesi ci sono gli Europei di softball, in Friuli.
Sarò là, per tutta la settimana. Non per arbitrare (non ho la qualifica europea), ma per fare l'Assistant Umpire in Chief, ossia l'assistente del capo degli arbitri. Una specie di Commissario, insomma.
Alla fine, devo guardare le partite a me assegnate, e riferire al Capo cosa hanno combinato gli arbitri. Un lavoro piacevole (si guardano le partite tranquilli) e non piacevole (a volte bisogna fare scelte dolorose verso colleghi) nello stesso tempo.
Credo che prenderò su la macchina fotografica, e il computer, per tenervi aggiornati, sempre che la cosa interessi, sulle mie giornate friulane. Sono abbastanza carico, al riguardo.

Giornate strane, queste. E piovose.
Speriamo smetta.... Sabato ho un La Loggia-Caserta che promette bene.

venerdì 3 giugno 2011

Perchè andare a votare

Io non credo che i referendum del prossimo weekend siano contro il Governo. Io piuttosto credo che il voto possa essere a favore di qualcosa, e proprio per questo, non farei distinzioni fra l'essere di destra o di sinistra in merito agli argomenti che vengono affrontati dal referendum.

Metti il nucleare. Io non credo che se uno è di destra non sia rimasto colpito dal disastro di Fukushima. Ricordo una dichiarazione di Bocchino, subito dopo lo tsunami: "Io ero a favore del nucleare, ma vedere quello che succede in Giappone, e non pensare alla propria famiglia è impossibile". Sono d'accordo con lui. E' impossibile sostenere, senza essere in mala fede, che le centrali sono sicure e che non esiste problema di trattamento delle scorie. Tre incidenti gravissimi in trent'anni di storia nucleare (Three Mile Island, Cernobyl e adesso Fukushima), sono lì a testimoniare che non esiste l'assoluta certezza, basta un errore, e il prezzo da pagare è altissimo.

Oppure l'acqua. In base a quale ragionamento sarebbe meglio privatizzare l'acqua? Metti in caso del paesello sul cocuzzolo, e che il privato per portarci l'acqua debba investire. Farebbe il logico ragionamento da bilancio: quanto ricavo se devo investire in questa commessa? Allora i casi sono due: o al paesello sul cucuzzolo l'acqua costerà una fortuna, oppure l'acqua al paesello non ci arriva, e si arrangiano. Oppure, peggio ancora, non investo, e l'acqua ci arriva non filtrata, o sporca. In ogni caso, è inaccettabile.

In molto dicono che il quesito più "politico" è quello sul legittimo impedimento. Non sono d'accordo. E' politico adesso, perchè riguarda Berlusconi, e coloro che hanno fiducia in lui credono che questo possa essere un voto contro di lui. Io non la penso così. Io credo che "la legge sia uguale per tutti", e che questo non sia un modo di dire. Agli elettori di destra dico: è una ruota che gira. Oggi c'è Berlusconi che cerca di sfuggire ai giudici, con il "legittimo impedimento", ma cosa vi dice che un domani un cialtrone di sinistra cerchi di sfuggire al processo invocando visite di stato inventate ad hoc?
Pensateci.

Costa talmente poco. Una mezz'ora de vostro tempo, per fare quattro croci. Ma le generazioni a venire potrebbero ringraziarci per anni ed anni.